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Storia

 

Storia

Il Mozambico rappresenta un partner di primo piano per l’Italia nel Continente africano sia per motivi storici (grandi interventi di cooperazione allo sviluppo, ruolo di mediazione del Governo italiano per gli Accordi di Pace del 1992 che posero fine alla lunga guerra civile) sia per le crescenti prospettive di collaborazione economica. Negli ultimi anni le eccellenti relazioni tra i due Paesi sono passate da un rapporto prevalentemente donatore-beneficiario a una più articolata e tendenzialmente paritetica cooperazione politica ed economica.

 

 

STRUTTURA ISTITUZIONALE E POPOLAZIONE

 

Dati di base

 

Superficie: 799 390 km2

Capitale: Maputo

Principali altre città: Beira, Tete Nampula, Quelimane, Nacala,

Nome Ufficiale: Repubblica del Mozambico

Forma di Governo: Repubblica

Capo dello Stato e Capo del Governo: Presidente Filipe Jacinto Nyusi (dal 15 gennaio 2015)

Primo Ministro: Carlos Agostinho do Rosário

Ministro degli Esteri e Cooperazione: Oldemiro Balói

Sistema Legislativo: unicamerale, (Assembleia da República)

Le ultime elezioni legislative, provinciali e presidenziali si sono tenute il 15 ottobre 2014, mentre le elezioni municipali si sono svolte nel novembre 2013. Le prossime elezioni legislative e presidenziali sono previste nel 2019. Le prossime elezioni municipali si terranno nel 2018.

Sistema Legale: basato sul diritto portoghese, sul sistema di consuetudini locali tradizionali.

Suffragio: Universale, al raggiungimento del 18° anno di età.

  

Popolazione ed indicatori sociali

 

Popolazione: 25.727.911 (2015, stime NU)

Tasso di crescita: 6.8% (2015, stime EIU)

Asp. di vita alla nascita: 53,46 anni (2014, stime NU)

Gruppi Etnici: Gruppi indigeni africani 99,5% (Macua 47,3%, Tsonga 23,3%, Malawiani 12%, Shona 11,3%); Europei 0,2%, Euro-Africani 0,2%, Asiatici ed Afro-asiatici 0,1%.

Religioni: Cristiani 30% (Cattolici, Luterani, Evangelici), Musulmani 30%, il resto pratica culti tradizionali.

Lingue: Portoghese (ufficiale) e lingue locali: Macua, Shangana, Ndau, Tsonga, Ronga, Sena, Makonde.

Principali partiti politici: FRELIMO (Frente de Libertação de Moçambique), PresidenteFilipe Nyusi, partito al potere con maggioranza assoluta in Parlamento (144 seggi su 250); RENAMO (Resistência Nacional Moçambicana), Presidente Afonso DHLAKAMA (90 seggi); MDM (Movimento Democrático de Moçambique), Presidente David Simango (18 seggi).

 

CENNI STORICI

Il Mozambico, abitato da popolazioni bantu, fu colonizzato, sin dall’inizio del XVI secolo, dai portoghesi, i quali insediarono basi commerciali nelle zone costiere e nell’alto corso dello Zambesi. La politica repressiva adottata dal regime coloniale provocò lo sviluppo di gruppi politici d’ispirazione nazionalista che rivendicavano l’indipendenza. Tali gruppi si saldarono nel 1962 dando vita al Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico). La lotta armata per l’indipendenza, iniziata nel 1964, terminò nel 1974 (Accordi di Lusaka), quando il Portogallo lasciò il potere al Frelimo, il cui leader, Samora Machel, proclamò l’indipendenza (giugno 1975).

Il Governo guidato da Samora Machel optò per un modello di pianificazione centralizzata. Contro le scelte di Machel e la sua base etnico-tribale delle regioni meridionali, i movimenti di opposizione, con base nelle aree rurali centro-settentrionali, si raccolsero nella Renamo (Resistenza Nazionale Mozambicana) diretta da Afonso Dhlakama e sostenuta dai regimi segregazionisti di Sud Africa e Rhodesia. Tra Renamo e Frelimo iniziò una guerra civile che causò un milione di morti ed oltre un milione e mezzo di profughi. Nel 1986 Samora Machel perì in un incidente aereo avvenuto in circostanze mai chiarite. Gli successe Joaquim Alberto Chissano.

La guerra civile ebbe termine nel 1992, quando lunghi negoziati - nei quali il Governo italiano, rappresentato da Mario Raffaelli, svolse attivamente il ruolo di mediatore insieme alla Comunità di Sant’Egidio - portarono alla firma degli Accordi di Roma (4 ottobre 1992).


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