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Cooperazione allo sviluppo

 

Cooperazione allo sviluppo

Attuazione della politica di cooperazione in Mozambico

1. Contesto socio-economico nel quale si collocano le attività dei donatori internazionali

L’analisi della situazione socio-economica in Mozambico nel 2011 offre segnali contraddittori, di non sempre facile lettura: accanto al buon andamento in ambito economico e ad un lento, ma costante, progresso  in ambito sociale si accompagna una stagnazione dei livelli di povertà del Paese.

Nel 2011 il Prodotto Interno Lordo (PIL) mozambicano ha registrato un tasso di crescita del 7,2% (incrementando dello 0,4% rispetto al 2010). Tale indice contribuisce a consolidare la posizione del Mozambico come uno dei Paesi con i tassi di crescita più elevati della regione. A fronte di una popolazione di 22,9 milioni di persone, nel 2011 il PIL pro-capite annuo è rimasto molto basso, pari a circa 478 dollari (collocando il Paese al 168º posto tra i 180 considerati).

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), il Paese ha risentito in modo limitato degli effetti negativi della crisi economica globale. Infatti, il PIL del Mozambico ha continuato a registrare una crescita sostenuta, trainata da buoni raccolti della campagna agricola e dal dinamismo del settore terziario. La dimensione ridotta del sistema finanziario nazionale ha certamente contribuito a rallentare la diffusione della crisi nel Paese; quest’ultima è avvenuta invece più concretamente attraverso una riduzione delle esportazioni ed una contemporanea contrazione dei prezzi dei beni esportati sui mercati internazionali. Tuttavia, le stime di un prossimo aumento dei prezzi dei beni esportati (soprattutto dell’alluminio) e l’entrata in funzione di nuovi “megaprogetti” fanno prevedere un graduale ritorno delle esportazioni ai livelli pre-crisi.

In merito al tasso di inflazione, si rileva un notevole miglioramento rispetto all’anno precedente. Secondo una valutazione del FMI, infatti, sia la stretta creditizia adottata dalla Banca Centrale, sia l’andamento positivo del settore agricolo nazionale, hanno contribuito alla riduzione del tasso di inflazione dal 16,5% (registrato alla fine del 2010) all’8,25% (ottobre 2011). Inoltre, la Banca Centrale ritiene di poter contenere il tasso di inflazione al 6%, confermando l’andamento constatato nel corso del 2011. Nel contempo, sempre nel 2011, il Metical (MZN) si è fortemente rivalutato rispetto all’Euro: dopo avere raggiunto il picco minimo di MZN/EUR 50,123 nel dicembre 2010, la moneta mozambicana si è progressivamente apprezzata, passando ad un rapporto di MZN/EUR 34,651 nel dicembre 2011 (registrando un apprezzamento pari a circa il 44%).

Malgrado l’aumento dei rischi legati all’instabilità economica globale, le prospettive macroeconomiche di medio periodo per il Mozambico sono positive. Le previsioni del FMI sul PIL per i prossimi anni, infatti, indicano tasso di crescita pari al +7,5% per il 2012 e pari al +7,8% per il 2013, dovuto soprattutto all’aumento degli investimenti esteri. Nei prossimi anni, inoltre, sono previsti flussi finanziari di ingenti proporzioni a favore del Mozambico, derivanti dalle concessioni affidate ad alcune multinazionali per lo sfruttamento di giacimenti minerari (carbone, gas naturale, minerali e metalli preziosi, etc..). In questo contesto, l’Italia si colloca in una posizione di grande rilievo, grazie alla recente scoperta di immensi giacimenti di gas naturale da parte dell’ENI nel nord del Paese, stimati in 850 miliardi di metri cubi. 

Parallelamente, in Mozambico si è constatato un lieve arretramento nella specifica “classifica” della Banca Mondiale relativo al clima degli affari. Infatti, l’indice “Fare Impresa” (doing business) della Banca Mondiale indica che il Mozambico è sceso alla posizione 132/183 (-7 punti rispetto al 2010). Inoltre, tra gli indici secondari (che, insieme, compongono l’indice globale) è indicativo notare che il Mozambico raggiunge la posizione 70/183 (-5 punti rispetto al 2010) nella categoria di “starting a business”, denotando anche in questo caso una lieve diminuzione delle procedure amministrative per favorire la creazione di impresa. 

Per quanto riguarda i partner commerciali, Portogallo e Sudafrica rimangono i principali investitori, mentre cresce sempre di più il ruolo di Brasile, India e Cina, soprattutto nei settori trasporti e minerario.

I mega-progetti sono una caratteristica peculiare dell’economia mozambicana: si stima che i 3 principali mega-progetti legati al settore privato abbiano contribuito per circa il 10% del PIL nominale – o circa lo 0,8% del tasso di crescita – nel periodo 1996-2006. Nonostante il loro contributo alla creazione di ricchezza ed al sostegno del ritmo della crescita sia incontestabile, ad oggi si discute sulla qualità di detta crescita. Infatti, non si ha evidenza sull’effetto indotto sulla filiera di produzione: i mega-progetti appaiono decisamente orientati ai mercati esteri, sia nell’acquisto di fattori di produzione che nella vendita di manufatti. Inoltre, hanno contribuito meno di quanto si potesse prevedere alla creazione di posti di lavoro per i cittadini mozambicani. Se negli anni precedenti il Governo ha continuato ad incoraggiare tali investimenti e a garantirli dal punto di vista fiscale, si è avvertito – a partire dal 2010 – un diverso atteggiamento. In effetti, i mega-progetti sono stati spesso oggetto di analisi da parte delle organizzazioni di ricerca socio-economica, a causa dello scarso contributo fornito alle entrate del Paese (4,8% nel 2010, a fronte di un minimo contributivo pari al 3,3% registrato nel 2009).

In Mozambico, circa la metà del Bilancio dello Stato è ancora oggi finanziato dall’aiuto internazionale. Il Bilancio 2011 prevedeva inizialmente finanziamenti esterni pari al 43,85% dell’ammontare totale delle risorse disponibili. Il Rapporto di Esecuzione del Bilancio del secondo semestre 2011 segnalava una percentuale inferiore, pari al 37,2%. Questa quota –  quantificabile in circa EUR 1,6 miliardi – è costituita per un 25,8% da donativi e per l’11,4% da prestiti.

 

Il Piano d’Azione per la Riduzione della Povertà (PARP 2011/14) rappresenta il documento strategico per la realizzazione del Piano Quinquennale del Governo (PQG) 2010-2014, dando continuità al PARPA II (Piano d’Azione per la Riduzione della Povertà Assoluta 2006-2010). Esso persegue l’obiettivo strategico di ridurre il livello di povertà dal 54,7% al 42% entro il 2014, attraverso una crescita economica “inclusiva” volta a ridurre la vulnerabilità del Paese. Inoltre, il PARP 2011-14 si colloca nel quadro del Sistema Nazionale di Pianificazione (SNP), allineandosi con il programma della “Agenda 2025” e con i Millennium Development Goals (MDG). Infine, tale programma strategico ha recentemente ricevuto il sostegno del Consiglio Esecutivo della Banca Mondiale, tenutosi nel gennaio 2012.

In particolare, il PARP 2011-14 persegue tre “obiettivi”: i) aumento della produttività e della produzione agricola; ii) sviluppo umano e sociale; iii) creazione di nuovi posti di lavoro. Per il raggiungimento di suddetti obiettivi, il PARP si concentra sui seguenti aspetti:  

 

-          incremento del reddito medio pro-capite della popolazione e riduzione dei livelli di povertà, in particolare delle popolazioni residenti nelle aree rurali e periurbane;

-          aumento della produttività dei settori agricolo e della pesca, considerati come motori diffusi dello sviluppo;

-          potenziamento e sviluppo delle risorse umane, da ottenersi attraverso il miglioramento dei servizi educativi e sanitari, la riduzione della malnutrizione infantile ed il sostegno alle fasce deboli della popolazione;

-          consolidamento dello Stato di Diritto attraverso il rafforzamento delle istituzioni pubbliche, centrali e periferiche; lotta alla corruzione e promozione della trasparenza e dell’accesso alla Giustizia.

 

Secondo i dati contenuti nel PARP 2011-14, il Mozambico sta registrando dei progressi “significativi” in termini di sviluppo socio-economico, grazie all’impatto congiunto di stabilità macroeconomica e rapido incremento del PIL. Tra il 2005 e il 2011, infatti, il tasso di crescita medio del PIL è stato di circa il 7.4%, mentre il PIL pro-capite si è accresciuto con un tasso medio pari a circa il 7%. Anche l’Indice dello Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) – che considera il PIL pro-capite, l’aspettativa di vita alla nascita ed il tasso di alfabetizzazione come proxy del benessere economico-sociale di un popolo – ha registrato un lieve miglioramento. Rispetto al 2010, l’indice è passato da un punteggio di 0.317 ad uno di 0.322, registrando, nel periodo 2000-2011, un tasso medio di crescita pari al 2,49%. Sebbene nel 2011 il Mozambico si collochi in posizione 184º/187 (nel 2010 si collocava 165° sui 169 Paesi considerati), esaminando i cambiamenti avvenuti rispetto all’anno precedente, vi sono stati miglioramenti in tutte e tre le componenti dell’ISU:

i)              l’aspettativa di vita stimata è passata da 48,4 anni a 50,2 anni (si noti che nel 1997, secondo quanto rilevato dal censimento, tale indice era pari a 42,3 anni);

ii)             l’accesso all’istruzione, misurato attraverso un indicatore che valuta gli anni complessivi di scolarizzazione, è aumentato da 8,2 a 9,2 anni;

iii)            il PIL pro-capite ha registrato un incremento del 3%, passando da 465 dollari a 478 dollari.

Per quanto concerne altri dati generali a livello socio-economico, è possibile rilevare quanto segue:

-          il tasso di mortalità infantile al marzo 2011 era pari a 75,9/1.000 (dati UNDP), mentre era di 133/1.000 nel 1997 (rilevato con il censimento della popolazione);

-          la denutrizione cronica, nella popolazione minore di cinque anni di età, è passata dal 49,1% del 1997 al 46,4% del 2008/2009;

-          il tasso di analfabetismo della popolazione si attesta a circa il 50%, con una maggiore incidenza nella popolazione femminile (dal 74,1% nel 1997 al 64,1% nel 2007) rispetto a quella maschile (dal 44,6% nel 1997 al 34,5% nel 2007);

-          il tasso generale di scolarizzazione è aumentato, anche se molto deve ancora essere fatto relativamente alla qualità dell’insegnamento ed alle condizioni generali che rimangono mediamente molto basse se non preoccupanti. Il tasso di scolarità è stimato nel 2008-2009 pari al 76,5% per il ciclo primario e al 22% per il ciclo secondario, comparabile con i corrispondenti dati del 2002-2003 e pari rispettivamente al 66,8% e all’8.2%. Si nota, inoltre, che sono stati fatti progressi notevoli per quanto riguarda l’accesso all’insegnamento secondario, mentre il tasso di frequenza del ciclo primario suddiviso per genere vede solo una differenza di due punti percentuali tra maschi e femmine (dati indagine MICS 2008: l’82% dei maschi contro l’80% delle femmine accede all’insegnamento primario a livello nazionale);

-          solo il 43% della popolazione mozambicana ha accesso all’acqua potabile ed appena il 19,3% ha a disposizione servizi igienici di base (MICS 2008);

-          l’incidenza dell’HIV/AIDS in Mozambico rappresenta uno dei maggiori freni allo sviluppo del Paese: i dati raccolti attraverso INSIDA (la prima indagine effettuata nel 2009) indicano un tasso di prevalenza dell’HIV pari all’11,5% della popolazione compresa nella fascia etaria 15-49 anni. Per ridurre l’incidenza di tale fenomeno con maggiore efficacia, nel 2010 è stato approvato il Piano Strategico di Lotta contro l’HIV/AIDS.

Se i dati quantitativi sono necessari per monitorare i progressi, rimane preoccupante la scarsa qualità dei dati ed il ritardo col quale questi vengono messi a disposizione; in alcuni casi, ciò pregiudica la valutazione di qualunque risultato raggiunto.

Infine, sembrano lenti ed incerti i risultati della lotta alla corruzione: secondo Transparency International, nel 2011 il Mozambico mantiene lo stesso punteggio dell’anno precedente (2.7 su 10), posizionandosi 120° su 178 Paesi.

 

2. Processi avviati per soddisfare i criteri dell’agenda dell’efficacia degli aiuti

Il 3 maggio 2011 il Consiglio dei Ministri del Governo mozambicano ha approvato il Piano d’Azione per la Riduzione della Povertà (PARP) 2011-14, documento chiave per la politica di cooperazione tra il Governo e i Donatori di Aiuto Programmatico (Programme Aid Partners – PAPs), i quali insieme compongono il cosiddetto “G19”. Quest’ultimo, che comprende i 19 donatori bilaterali e multilaterali che forniscono un aiuto attraverso il Sostegno al Bilancio Generale dello Stato (SBGS), costituisce la più importante piattaforma di coordinamento dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS).

Nel 2009 è stato rinnovato il secondo

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